Occhiaie, cosa le provoca e come combatterle: a Roma dal 17 al 19 maggio 2019 il XL° Congresso della Società italiana di medicina estetica SIME

Occhiaie, cosa le provoca e come combatterle: a Roma dal 17 al 19 maggio 2019 il XL° Congresso della Società italiana di medicina estetica SIME

A Roma dal 17 al 19 maggio 2019 il XL° Congresso della Società italiana di medicina estetica SIME

Gli ‘occhi a Panda’ lungi dal conferire fascino, rappresentano un vero e proprio inestetismo. Normalizzazione del microcircolo, uso di sostanze schiarenti e tanta costanza, la ricetta per cancellarle.

Nei romanzi e nei film, le occhiaie sono il tratto distintivo di nottambuli e di detective ‘hard-boiled’, un segno che manifesta un carattere ombroso su volti fascinosamente sgualciti. Nella realtà avere le occhiaie, ben lungi dal conferire fascino, significa semplicemente avere un’aria terribilmente stanca se non addirittura ‘malata’. “Guardarsi allo specchio la mattina e vedere le occhiaie fa cominciare male la giornata – spiega la dottoressa Nadia Fraone, vicedirettore della Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Fatebenefratelli, Roma, e membro del Consiglio direttivo della Società italiana di medicina estetica (SIME) in occasione del 40° congresso SIME in corso a Roma – Anche perché incidono profondamente sulla percezione di sé: ho fatto una ricerca su Amazon, digitando nella casella di ricerca ‘dark circe eye’ e ho potuto constatare che compaiono più di 10 mila risultati: dagli occhiali per nasconderle a creme che arrivano a costare anche 700/800 euro. Questo fa capire che il fenomeno è vissuto male e che si farebbe di tutto per eliminarlo”.

Tante le cause alla base di questo inestetismo: genetico-costituzionali in primo luogo, ma anche dermatiti da contatto, allergie, pelle sottile e vascolarizzata… se a questi fattori si associano poi circostanze sfavorevoli – poche ore di sonno oppure una cattiva digestione –  e cattive abitudini – fumo e alcool – le occhiaie si possono accentuare ulteriormente. In presenza di uno o più di questi fattori, la circolazione venosa e linfatica del contorno perioculare si altera, causando la caratteristica colorazione bluastra della palpebra inferiore. Ad aggravare la situazione può concorrere inoltre la deposizione di melanine, pigmento che la pelle produce naturalmente alla luce dei raggi solari, che provoca lo scurimento della zona.

Cosa si può fare per combattere le occhiaie? “L’approccio a questo inestetismo è tendenzialmente topico – risponde Andrea Fratter, ricercatore in Cosmetologia e Nutraceutica, presidente della Società Italiana Formulatori Nutraceutici (SIFNUT) e docente della Scuola di medicina estetica SIME – con prodotti da applicare localmente, sotto forma di sieri, geli ed emulsioni che contengano principi attivi in grado di normalizzare la circolazione venosa e linfatica. Sostanze come la caffeina ad esempio, che concorre a normalizzare il microcircolo, oppure alcuni flavonoidi come rutina e quercetina, molto importanti perché oltretutto ripristinano la normalità del tessuto dermo-epidermico se in corso ci sono infiammazioni. Per combattere la pigmentazione – prosegue – importanti sono le sostanze ad azione schiarente, anche queste da applicare topicamente in sieri, geli ed emulsioni. Quelle meglio conosciute e la cui efficacia è stata più largamente provata sono N-acetilglucosammina (sostanza precursore dell’acido ialuronico e che svolge un ruolo fondamentale nella normalizzazione della sintesi di melanine) e l’acido ascorbico, ovvero la ben nota vitamina C, veicolata però in forma stabile altrimenti si ossiderebbe. Molto utile infine la N-acetilcisteina (Nac) che favorisce la riduzione della sintesi di melanine scure.

Importante è poi che queste sostanze vengano veicolate nel modo migliore, ovvero con acido ialuronico, e che siano applicate a bassa temperatura – conclude Fratter – Quindi il modo migliore per conservarle è tenerle in frigo, luogo dove è utile anche conservare degli impacchi freddi di soluzione fisiologica da applicare al mattino appena svegli, per favorire la vasocostrizione”. Malgrado la costanza nell’applicazione e la diligenza nel seguire le indicazioni, non sempre sieri e creme da applicare a casa riescono a dare i risultati sperati. “In caso di occhiaie ostinate – precisa la dottoressa Fraone – si possono usare prodotti più incisivi, che devono essere applicati da uno specialista in studio, ad esempio depigmentanti con argutina e acido cogico, oppure acido azelaico, oppure  peeling a base di acido lattico o acido glicolico a bassa concentrazione (20 per cento). Per chi non teme metodiche leggermente più invasive c’è anche la carbossiterapia, che consiste nel somministrare anidride carbonica per mezzo di un ago nella regione perioculare. È un metodo che riduce la zona scura perché migliora la vascolarizzazione della pelle”. Chi non teme gli aghi inoltre può anche avvalersi degli ultimi ritrovati della ricerca in materia di iniettabili. “Negli ultimi anni lo studio continuo delle aziende produttrici di filler ha messo a punto degli acidi ialuronici appositamente studiati per poter essere iniettati in questa zona per correggere le occhiaie – ha aggiunto il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – Si tratta di filler che non attivano acqua e quindi non gonfiano minimamente, che hanno la capacità di riempire i solchi delle occhiaie, ma anche, essendo miscelati con principi attivi biostimolanti, di migliorare la qualità della cute ispessendola e rendendola meno scura e meno trasparente”.

Ma non ci sono solo cosmetologi e medici estetici tra gli alleati contro le occhiaie. “Un bravo truccatore può consigliarci il trucco giusto per il nostro tipo di occhiaia – conclude Fraoni – e un buon correttore può fare miracoli. Inoltre i correttori di ultima generazione hanno i cosiddetti diffusori ottici, sostanze che riflettono la luce facendo ‘sparire’ le odiate ombre scure dal nostro volto, per regalarci finalmente uno sguardo fresco e luminoso”.

Fonte: Ufficio stampa SIME Società Italiana di Medicina Estetica

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