Salute Mentale: Società Italiana di Psichiatria (SIP) e Regioni a confronto sulle priorità di intervento

Salute Mentale e priorità: Società Italiana di Psichiatria e Regioni a confronto

Dopo la presentazione della Carta della Salute Mentale promossa dalla Società Italiana di Psichiatria – insieme ad Associazioni pazienti e familiari – e condivisa con le Istituzioni nel 2017, oggi 15 Marzo si discuterà con i rappresentanti istituzionali di diverse Regioni sullo stato dell’arte dell’assistenza dei pazienti affetti da disturbi mentali con l’obiettivo di definire una serie di azioni da attuare in stretta collaborazione con il Ministero della Salute.

A quasi due anni dalla presentazione alle Istituzioni nazionali della ‘Carta della Salute Mentale’ messa a punto dalla Società Italiana di Psichiatria (SIP) in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO), il Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale e la Fondazione Progetto Itaca Onlus è ora di tirare le somme. “Somme più che positive – spiega Enrico Zanalda, Presidente della Società Italiana di Psichiatria – considerato che a gennaio il Ministero della Salute ha istituito un tavolo ministeriale dedicato a questa tematica al quale anche la Società Italiana di Psichiatria è stata invitata a far parte. Già nel 2017 avevamo le idee chiare: il nostro obiettivo era sensibilizzare le Istituzioni sull’emergenza rappresentata dalle malattie psichiatriche e lo abbiamo fatto mettendo a punto la Carta della Salute Mentale, che è stata presa in considerazione nel modo corretto”.

La Carta della Salute Mentale è figlia di due Risoluzioni (WHA65.4 e WHA66.8) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha predisposto un Piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020. Obiettivo: sollecitare gli Stati Membri ad adottarlo, a intraprendere le dovute azioni programmatiche e a stanziare le necessarie risorse. Seguendo queste linee, la Carta riassume le priorità di intervento per migliorare la presa in carico e l’assistenza dei pazienti affetti da disturbi mentali in Italia. Tre le macroaree intorno alle quali è stato finalizzato il documento: miglioramento della qualità della vita dei pazienti e dei familiari attraverso nuovi approcci terapeutici; sviluppo di politiche integrate volte al recupero del paziente psichiatrico; ripensamento organizzativo, strutturale e funzionale, dell’area salute mentale all’interno dei sistemi socio-sanitari regionali.

Su questi temi, sugli obiettivi raggiunti in ogni Regione e sulle criticità da portare all’attenzione del Tavolo ministeriale, gli esperti si confrontano oggi a Napoli, presso la sede della Regione Campania nel convegno promosso dalla SIP ‘Riflessioni sull’applicazione delle priorità d’intervento della Carta della Salute Mentale’. All’incontro parteciperanno i referenti SIP delle Regioni Campania, Sardegna, Piemonte, Lazio, Puglia, Sicilia, Emilia-Romagna che interverranno sui singoli punti della Carta con lo scopo di attivare un dialogo costruttivo con i funzionari regionali dell’Area della Salute Mentale. “Il nostro contesto attuale richiede un intervento tempestivo – precisa Zanalda – poiché vi è una grave carenza di psichiatri, che pone a rischio le prestazioni rese dal servizio pubblico. Questo è dovuto da un lato a un aumento esponenziale della depressione anche nei più giovani e dall’altro al nuovo carico assistenziale per i servizi determinato dalla chiusura degli ospedali giudiziari e dall’incremento delle richieste di un’utenza con disturbi che richiedono competenze specifiche come i disturbi gravi di personalità, del comportamento alimentare, le doppie diagnosi da nuove dipendenze, l’autismo dell’adulto, ecc..Ricordo che nel corso della vita il 20% delle persone soffre almeno per un certo periodo di un disturbo mentale per cui in quest’ambito più si acquisiscono competenze di diagnosi e cura e più aumentano le persone o i familiari degli stessi che chiedono di intervenire. Dai dati del sistema informatico salute mentale risultano in carico ai servizi ogni anno oltre 800.000 pazienti in Italia. Di questi oltre 350.000 si rivolgono per la prima volta al servizio nell’anno per cui hanno degli interventi limitati nel tempo per cui su due anni possiamo considerare che vengono assistiti dai nostri servizi pubblici un milione e mezzo di cittadini. In quest’ambito si ritiene che solo una minoranza di soggetti con disagio psichico e soprattutto quelli più gravi vengono intercettati dai Dipartimenti di Salute Mentale delle ASL. Questo per dare l’idea della rilevanza del problema e dell’impatto che la salute mentale ha sulla salute della popolazione in generale”.
All’interno del Tavolo di lavoro voluto dal Ministro On. Giulia Grillo, che avrà durata triennale, si prevede un confronto con i principali “attori” del processo di cura in salute mentale finalizzato all’individuazione di quegli interventi destinati a migliorare la prevenzione, la cura e la riabilitazione dei soggetti portatori di disagio psichico. “Accogliamo con grande favore la decisione del Ministero della Salute – continua Zanalda – di ascoltare diverse esperienze regionali e le molteplici figure professionali coinvolte nell’assistenza di queste patologie – non solo psichiatri, ma anche infermieri, psicologi, epidemiologi, associazioni di famigliari e utenti. Questo consentirà di migliorare la qualità della presa in carico a livello territoriale. Desideriamo infatti un’assistenza equa ed omogenea su tutto il territorio nazionale.

In questa prospettiva, siamo qui oggi riuniti con l’obiettivo di individuare quelle priorità di ciascuna Regione che potranno essere oggetto di discussione in seno al tavolo tecnico”.
Tra i compiti del tavolo ministeriale ci sarà anche quello di approfondire l’esistenza di eventuali criticità riscontrate nell’offerta territoriale, elaborando proposte per il loro superamento, e per l’ottimizzazione e il potenziamento della rete dei servizi. “In particolare, lavoreremo per verificare lo stato di implementazione delle linee guida, verificheremo l’appropriatezza dei percorsi terapeutici di diagnosi e cura, analizzeremo le criticità a livello territoriale – continua Giulio Corrivetti, Direttore del Dipartimento Salute Mentale Asl Salerno – e ci confronteremo per trovare una soluzione. Ultimo, ma non meno importante, proporremo azioni operative e normative per favorire l’attuazione di modelli riabilitativi maggiormente adeguati”. Fondamentale sarà poi identificare azioni operative e normative che favoriscano l’attuazione dei più appropriati modelli di intervento per la diagnosi, la cura e la riabilitazione psicosociale dei portatori di disagio psichico. “Poter offrire un servizio omogeneo significa molto anche in termini di prevenzione – conclude Corrivetti – perché una diagnosi tardiva comporta la cronicizzazione del disturbo psichiatrico con gravi conseguenze per il paziente, la famiglia ed anche un rilevante impatto economico per il Servizio Sanitario Nazionale”.
Il convegno sulla Carta della Salute di Napoli ha ricevuto numerosi e illustri patrocini da parte del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità, della Regione Campania, del Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale, della Fondazione Internazionale Don Luigi Liegro, della Fondazione Progetto Itaca Onlus e della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, ed è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di Otsuka Pharmaceutical Italy e Lundbeck Italia.

Le priorità della ‘Carta della Salute Mentale’:

1. Garanzie sull’applicazione dei LEA riguardanti l’assistenza psichiatrica in tutta Italia
2. La realizzazione di iniziative ministeriali e del coordinamento delle Regioni, che garantiscano standard di qualità confrontabili dell’assistenza psichiatrica in tutte le Regioni
3. Lo stanziamento di un fondo destinato all’assistenza psichiatrica (pari ad almeno il 6% del Fondo Sanitario Nazionale)
4. La definizione di PDTA condivisi e integrati con i Piani di trattamento individuale (PTI) ed i Progetti terapeutico riabilitativi personalizzati (PTRP) in collaborazione con le Associazioni
5. Un maggior coinvolgimento delle farmacie ospedaliere e territoriali nel monitoraggio di farmacovigilanza e dell’aderenza terapeutica
6. Lo sviluppo ed il supporto in tutte le Regioni di alternative alle strutture psichiatriche con assistenza permanente, quali il co-housing
7. L’assunzione di personale qualificato e stabile
8. Lo stanziamento di fondi in favore di progetti di ricerca in ambito neuropsicofarmacologico
9. L’adozione di una strutturata campagna di prevenzione per raggiungere i soggetti a rischio
10. L’educazione contro lo stigma delle malattie mentali
11. L’implementazione delle REMS e soluzioni alternative
12. La ricostituzione di un tavolo di lavoro interministeriale ed interregionale che definisca e monitori politiche in tema di reintegrazione graduale dei pazienti nel contesto lavorativo e supervisioni l’implementazione delle attività di miglioramento dell’assistenza psichiatrica su tutto il territorio nazionale

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