Dislipidemie, colesterolo e prevenzione cardiovascolare: tutto quello che c’è da sapere

Dislipidemie, colesterolo e prevenzione cardiovascolare: tutto quello che c’è da sapere

I grassi non sono tutti nemici. La cardiologa Stefania Paolillo spiega come leggere gli esami del sangue e prendersi cura del cuore, partendo dai valori giusti.

Colesterolo alto, trigliceridi fuori controllo, dislipidemie: termini sempre più presenti nei referti degli esami del sangue, ma ancora poco compresi nella loro reale implicazione per la salute. Eppure, riconoscerli e gestirli è fondamentale per prevenire malattie cardiovascolari come infarto e ictus, ancora oggi tra le principali cause di morte nel mondo.

In una nuova puntata del format L’Esperto Risponde, la professoressa Stefania Paolillo, cardiologa clinica e docente presso l’Università Federico II di Napoli, fa chiarezza su cosa indicano davvero questi parametri e perché è importante non sottovalutarli.


Cosa sono le dislipidemie?

Il termine dislipidemie indica un’alterazione del metabolismo dei grassi nel sangue. Non tutti i grassi sono dannosi: alcuni, come il colesterolo HDL (cosiddetto “buono”), svolgono un ruolo protettivo per l’organismo. Altri, come il colesterolo LDL (“cattivo”), se presenti in eccesso, possono invece danneggiare le arterie e aumentare il rischio di aterosclerosi, infarti e ictus.

L’ipercolesterolemia è la forma più nota di dislipidemia, ma non è l’unica. Anche l’aumento dei trigliceridi, o ipertrigliceridemia, è un campanello d’allarme da non ignorare.


Colesterolo: quali valori contano davvero?

Uno degli errori più comuni è affidarsi esclusivamente ai valori di riferimento riportati nei referti. La professoressa Paolillo chiarisce che quei numeri si riferiscono a una popolazione sana e non possono essere applicati indistintamente a tutti.

“Il valore di colesterolo LDL da raggiungere per essere davvero protetti cambia in base al rischio individuale – spiega – e questo dipende da età, pressione, diabete, familiarità e altri fattori”.

Ecco perché è fondamentale interpretare gli esami del sangue con il supporto del medico curante o dello specialista, e non limitarsi a leggere i dati in autonomia.


Lipoproteina(a): il nuovo indicatore da monitorare

Una delle novità più interessanti degli ultimi anni è l’introduzione della lipoproteina(a) come parametro di rischio cardiovascolare. Ancora poco conosciuta, questa particella che trasporta colesterolo nel sangue è stata associata a un aumento significativo di eventi avversi come infarti e ictus.

La raccomandazione? Dosarla almeno una volta nella vita, soprattutto per chi ha familiarità con problemi cardiovascolari. In futuro, saranno disponibili anche farmaci specifici per abbassare i livelli di lipoproteina(a), aprendo nuove prospettive nella prevenzione.


La prevenzione inizia dallo stile di vita

Oltre ai farmaci, che restano fondamentali nei casi più a rischio, la vera arma di prevenzione resta lo stile di vita sano. La professoressa Paolillo ribadisce l’importanza di:

  • Seguire una dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, legumi, pesce e olio extravergine di oliva.
  • Praticare attività fisica aerobica con regolarità (camminata veloce, nuoto, bicicletta).
  • Tenere sotto controllo il peso corporeo, la pressione arteriosa e la glicemia.

La prevenzione non è solo un affare da adulti: secondo l’esperta, è importante educare anche bambini e adolescenti a buone abitudini sin dall’infanzia, per ridurre il rischio di patologie future.


Conoscere per proteggersi

Il cuore è un organo silenzioso, che spesso lancia segnali solo quando è troppo tardi. Conoscere i valori da monitorare, sapere cosa indicano e come gestirli, è il primo passo per una prevenzione efficace e personalizzata.

Guarda l’intervista completa alla prof.ssa Stefania Paolillo nel video in alto per scoprire tutto ciò che dovresti sapere su colesterolo, dislipidemie e salute cardiovascolare.


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