Roma al centro della diplomazia dell’acqua: parte il cammino verso il Forum Euromediterraneo 2026

Dall’Aula dei Gruppi Parlamentari a Montecitorio inizia il percorso che porterà Roma a ospitare il Forum internazionale sull’acqua. Al centro del dibattito: accesso universale, emergenza climatica e diritto alla risorsa idrica.
L’acqua è vita, ma anche geopolitica, sviluppo, sicurezza. E oggi più che mai, in un mondo segnato dai cambiamenti climatici e dalle diseguaglianze sociali, si impone come tema globale non più rimandabile. È da questa consapevolezza che prende il via il percorso verso il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, in programma a Roma nel 2026, promosso dal Comitato One Water con il supporto delle istituzioni italiane ed europee.
Il convegno di Montecitorio: l’Italia guida il dibattito
Nell’aula dei Gruppi Parlamentari a Montecitorio, gremita di esperti, istituzioni e rappresentanti della società civile, si è svolto il primo evento ufficiale che dà il via ai lavori preparatori del Forum. Presenti figure di primo piano, tra cui il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e rappresentanti di ONU, FAO, UNESCO e Unione Europea.
L’obiettivo è ambizioso: costruire una strategia condivisa per la resilienza idrica, che metta l’acqua al centro delle politiche europee per l’ambiente, la sicurezza e l’economia.
L’acqua tra crisi climatica e sviluppo sostenibile
Il contesto è chiaro: l’acqua è al centro della crisi climatica. I lunghi periodi di siccità, le piogge torrenziali, la cementificazione selvaggia e lo spreco delle risorse idriche stanno mettendo a rischio interi territori. Come sottolineato nel convegno, la gestione dell’acqua è una sfida prioritaria anche per la tenuta dei modelli di sviluppo europei, a partire dal settore agroalimentare italiano, che del Made in Italy è pilastro identitario.
«Non si vive di sensibilità, ma di fatti concreti» – è stato uno dei passaggi più incisivi dell’incontro. Serve una politica idrica efficace, capace di:
- investire in infrastrutture idriche sostenibili;
- ridurre le perdite d’acqua;
- incentivare il riuso e riciclo dell’acqua;
- distinguere tra acqua potabile e acqua per usi industriali o agricoli;
- fermare il consumo di suolo e la costruzione su letti di fiumi e torrenti.
Roma, città dell’acqua, capitale della resilienza
Non è un caso che il Forum dell’Acqua 2026 si terrà proprio a Roma. Fin dall’antichità, la Capitale ha costruito il suo sviluppo sull’acqua, con una rete di acquedotti, fontane e terme che rappresentano ancora oggi un modello storico di gestione pubblica della risorsa idrica.
«Roma è nata con l’acqua, sull’acqua e per l’acqua – ha ricordato il sindaco Gualtieri – e oggi vuole essere protagonista del dibattito globale sulla transizione idrica». In quest’ottica, il Comune sta lavorando a un grande patto per l’acqua, insieme a ACEA, Regione Lazio e Governo, per integrare le politiche ambientali con quelle economiche e industriali.
L’acqua è bene comune, diritto umano, sfida globale
Il convegno ha ribadito con forza che l’accesso universale all’acqua è un diritto umano, non un privilegio. E oggi più che mai, di fronte all’aumento dei flussi migratori legati alla scarsità idrica, alle guerre per le risorse e all’emergenza siccità, serve una visione globale e solidale.
Nel video che trovate qui sotto, potrete rivedere i momenti salienti dell’incontro e ascoltare gli interventi delle autorità e degli esperti che stanno tracciando il futuro della governance dell’acqua.
Guarda il video completo del convegno** e scopri perché Roma 2026 può segnare una svolta storica nel governo della risorsa più preziosa del pianeta.
L’acqua ci riguarda tutti. Il momento di agire è ora.
Con il Forum Euromediterraneo dell’Acqua, l’Italia si assume la responsabilità di guidare un cambiamento profondo. Ma servono alleanze tra cittadini, istituzioni e imprese, serve educazione alla sostenibilità, serve consapevolezza.
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