Svolta BPCO e Nota 99, l’Associazione Pazienti: «Una decisione epocale che cancella anni di file e burocrazia»

Svolta BPCO e Nota 99, l'Associazione Pazienti: «Una decisione epocale che cancella anni di file e burocrazia»

Dopo l’annuncio della nuova Nota 99 AIFA, il nostro servizio raccoglie la reazione dell’Associazione Pazienti BPCO e degli esperti della SIMGE. La fine dell’obbligo del piano terapeutico per la triplice terapia inalatoria semplifica la vita a 3,5 milioni di italiani, riducendo liste d’attesa e costi.

A due settimane dal debutto della nuova Nota 99 dell’AIFA, la sanità territoriale traccia i primi bilanci di una riforma che punta a svuotare le sale d’attesa degli ospedali. Al centro della svolta, che concede ai medici di famiglia la prescrizione diretta della triplice terapia inalatoria per la BPCO, c’è soprattutto il sollievo di oltre 3,5 milioni di pazienti italiani.

Siamo andati a raccogliere le reazioni e l’impatto pratico di questo cambiamento direttamente da chi, per anni, ha denunciato le barriere burocratiche imposte dai vecchi piani terapeutici. La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva colpisce il 5-6% della popolazione, ma una larga fetta di malati rientra ancora nel sommerso.

“Questa è stata una svolta per noi epocale che abbiamo perseguito per anni con scritti e relazioni a convegni”, dichiara il professor Salvatore D’Antonio, presidente dell’Associazione Pazienti BPCO. “Era assurdo costringere i pazienti ogni anno a rifare le file con le lunghe liste d’attesa, ricorrendo spesso a visite in intramoenia solo per avere una certificazione. Ridurre la terapia in un unico erogatore fidelizza al trattamento e determina una migliore qualità della vita, eliminando impegni burocratici senza valenza scientifica”.

La semplificazione prescrittiva unisce infatti i tre principi attivi necessari in un solo dispositivo, migliorando l’aderenza terapeutica e generando un risparmio economico stimato in circa 20 euro al mese per paziente. Al contempo, la riforma ridisegna il ruolo della medicina generale, spingendo verso la diagnosi precoce.

“Permette al medico di medicina generale di poter prescrivere senza la necessità di un piano terapeutico la triplice terapia, cioè la presenza all’interno di un unico dispositivo inalatore di tre farmaci”, spiega il dottor Andrea Zanchè della SIMGE. “È un qualcosa che responsabilizza il medico di famiglia e lo spinge a prendere in carico questi pazienti effettuando il case finding, ovvero la ricerca di nuovi casi attraverso l’esecuzione di una spirometria semplice”.

La nuova rete di connessione territorio-ospedale mira a sgravare le strutture pubbliche dai passaggi amministrativi. In questo modo, gli specialisti pneumologi potranno concentrarsi sui casi clinicamente più complessi e sulle necessità diagnostiche avanzate, riducendo l’impatto complessivo delle liste d’attesa.

🎥 Guarda il video per ascoltare le interviste integrali degli esperti e approfondire tutti gli aspetti trattati.

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