Edulcoranti e salute: le evidenze scientifiche al Congresso Nazionale SISA
Gli edulcoranti sono caratterizzati un livello di sicurezza verificato e garantito dall’EFSA e possono contribuire al calo ponderale se inseriti in una dieta bilanciata. La presunta correlazione con diabete e obesità che emerge dagli studi osservazionali deriva dal fenomeno statistico della causalità inversa ed è smentita dai trial clinici controllati.
ROMA – La sicurezza tossicologica degli edulcoranti e la loro reale efficacia nella gestione del peso corporeo sono state al centro del confronto tra specialisti al XXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione (SISA), che si è svolto a Roma. Il dibattito scientifico ha analizzato il divario tra la percezione mediatica del rischio e i dati emersi dalle più recenti sperimentazioni cliniche sull’assunzione di dolcificanti a basso o nullo apporto calorico.
A delineare il quadro metodologico appropriato per definire i reali effetti metabolici di questi composti è intervenuta Franca Marangoni, Direttore Scientifico di NFI – Nutrition Foundation of Italy, relatrice della sessione “Gli edulcoranti: luci ed ombre”. La sicurezza di queste molecole, sottoposta a continuo riesame da parte dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), si fonda su parametri tossicologici stringenti.
«La dose giornaliera ammissibile fissata per gli additivi è assolutamente cautelativa e prudenziale», ha chiarito Franca Marangoni. «Molti edulcoranti possiedono un potere dolcificante centinaia o migliaia di volte superiore al saccarosio (il comune zucchero da cucina). Per raggiungere i limiti massimi stabiliti dalle autorità sanitarie bisognerebbe consumare una quota di dolce molto elevata, equivalente anche a diversi etti o chili di zucchero al giorno, una condizione di fatto impossibile all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata».
Il nodo centrale affrontato dalla ricerca riguarda la discrepanza tra studi epidemiologici e studi di intervento. Le analisi osservazionali evidenziano spesso come tra i pazienti con diabete di tipo 2 o con problemi di peso si riscontri il più alto tasso di consumatori di edulcoranti. Tale correlazione non equivale tuttavia all’identificazione di un nesso causale, ma riflette in buona parte il fenomeno statistico della causalità inversa (reverse causality).
«Non è necessariamente l’edulcorante la causa della patologia metabolica», ha precisato Marangoni. «le persone che hanno già problemi di glicemia elevata o di eccesso ponderale tendono più facilmente a scegliere prodotti privi di zuccheri per gestire la propria condizione clinica. Il consumo rappresenta quindi un marcatore di un’esigenza specifica della persona e non il fattore scatenante della malattia».
A verificare il reale impatto clinico sono i trial clinici randomizzati, tra cui i protocolli multicentrici SWEET e SWITCH condotti su coorti di consumatori abituali di bevande zuccherate. Nei partecipanti assegnati alla sostituzione dello zucchero con edulcoranti è stato documentato un calo ponderale statisticamente significativo e mantenuto nel tempo rispetto ai controlli, con esiti favorevoli in parte sovrapponibili a quelli dell’acqua e in assenza di alterazioni sui parametri di rischio cardiometabolico a un anno dall’inizio del trattamento.
L’impiego di queste sostanze non costituisce comunque un lasciapassare nutrizionale. «I dolcificanti non devono essere intesi come una panacea o un via libera all’eccesso calorico generale», ha concluso la specialista.
«Possono rappresentare uno strumento utile per tagliare le calorie da zuccheri semplici, a patto che siano inseriti nel contesto di una dieta equilibrata e di uno stile di vita fisicamente attivo».
🎥 Guarda il video per ascoltare l’intervista integrale alla Dott.ssa Marangoni e approfondire tutti gli aspetti trattati.
Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità in tema di medicina, salute, benessere e prevenzione, ricordati di iscriverti al nostro canale YouTube ufficiale: 👉 YouTube.com/PianetaSalute e attiva la campanella 🔔 per non perdere i prossimi servizi.
Continua a leggere il nostro magazine PianetaSalute.online e seguici sui nostri canali social ufficiali per far parte della nostra community dedicata alla divulgazione scientifica autorevole.
Fonti e riferimenti scientifici
- Trial Clinico SWITCH (Effects of Non-Nutritive Sweetened Beverages versus Water on Weight Loss and Maintenance): studio clinico randomizzato a 52 settimane che ha valutato la non-inferiorità delle bevande edulcorate rispetto all’acqua nella perdita e nel mantenimento del peso e sui marker cardiometabolici.
- Progetto Europeo SWEET (Horizon 2020): trial controllato multicentrico sviluppato per analizzare i benefici a lungo termine (1 anno) della sostituzione degli zuccheri semplici con edulcoranti su peso corporeo, controllo glicemico e parametri metabolici.
- Valutazioni tossicologiche EFSA (European Food Safety Authority): pareri scientifici sulla sicurezza degli additivi alimentari e sui parametri della Dose Giornaliera Ammissibile (DGA).
Per approfondimenti e ulteriori evidenze sul tema della nutrizione e della salute, consulta il sito ufficiale di NFI: Nutrition Foundation of Italy (nutrition-foundation.it).
#Edulcoranti #SISA #NutrizioneClinica #Metabolismo #SicurezzaAlimentare







