Cinquant’anni di Fondazione Lorenzini: al Ministero della Salute la nuova strategia per la sanità pubblica

inforgrafica Fondazione Lorenzini

La Fondazione Giovanni Lorenzini ha celebrato a Roma i 50 anni dal riconoscimento ufficiale, tracciando insieme al Ministero della Salute una nuova rotta per la sanità pubblica: trasformare la conoscenza scientifica in scelte quotidiane accessibili e promuovere la prevenzione proattiva lungo tutta la traiettoria della vita.

Si sono concluse a Roma, presso l’aula del Ministero della Salute, le celebrazioni per il mezzo secolo di attività scientifica e culturale della Fondazione Giovanni Lorenzini. L’incontro istituzionale, intitolato “Salute in movimento. 50 anni di impegno della Fondazione Lorenzini per il futuro”, è stato realizzato in collaborazione con il Ministero stesso. L’evento ha riunito i vertici della comunità scientifica e sanitaria per riflettere sui nuovi scenari della medicina predittiva e dell’alfabetizzazione sanitaria.

Nata nel 1972 e riconosciuta ufficialmente nel 1976 con Decreto del Presidente della Repubblica, la Fondazione ha saputo anticipare temi oggi centrali come la prevenzione cardiovascolare e la medicina di genere. Oggi la sfida biologica e sociale si evolve. Non si tratta più soltanto di produrre evidenze cliniche, ma di applicare l’epigenetica e lo studio dell’esposoma per migliorare concretamente la vita dei cittadini.

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha voluto sottolineare il ruolo storico dell’ente:

“La Fondazione Lorenzini, in questi lunghi anni di attività, ha saputo diventare un punto di riferimento come laboratorio di idee e di connessioni in molti ambiti cruciali, mettendo in dialogo ricerca, pratica clinica e politiche sanitarie, in una dimensione sempre più internazionale ”.

Un plauso all’attività della onlus è arrivato anche da Rocco Bellantone, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha definito l’operato della Fondazione “un valore indiscusso per la collettività”, indispensabile per supportare il cambiamento sociale e garantire un equo accesso alle cure in futuro.

Al centro del dibattito scientifico è emerso il legame indissolubile tra la biologia umana e l’ambiente. La salute è determinata dall’interazione tra la genetica personale e i fattori esterni con cui entriamo in contatto ogni giorno. Se il DNA non può essere modificato facilmente, l’epigenetica interviene sul suo rivestimento chimico. Le nostre abitudini alimentari e i comportamenti quotidiani decidono quali geni attivare, condizionando lo sviluppo e la progressione di malattie non trasmissibili come diabete, aterosclerosi, Alzheimer e Parkinson.

 

Giuseppe Novelli, Presidente della Fondazione Giovanni Lorenzini, ha spiegato la nuova transizione scientifica della struttura:

“Oggi vogliamo compiere un passo ulteriore, proponendo una visione della salute come responsabilità condivisa, che accompagna la persona lungo tutto l’arco della vita. Dobbiamo guardare all’esposoma, ovvero l’insieme delle esposizioni ambientali, sociali e comportamentali, come a una nuova frontiera della prevenzione ”.

Questa missione protettiva si sviluppa lungo un asse internazionale consolidato con gli Stati Uniti, dove la Giovanni Lorenzini Medical Foundation opera dal 1984 (storicamente a Houston e oggi a New York). L’obiettivo attuale della fondazione è strutturato attorno a un percorso di medicina proattiva diviso in quattro momenti strategici: la tutela dei primi 1000 giorni di vita (fase in pieno sviluppo progettuale), l’età dello sviluppo degli adolescenti, la tutela della salute della vita adulta nei contesti lavorativi e le politiche per la longevità.

A commentare il futuro dell’ente è intervenuto anche Sergio Pecorelli, Presidente della Fondazione Giovanni Lorenzini New York:

“Il filo conduttore è sempre stato lo stesso: trasformare la conoscenza scientifica in cultura, decisioni e azioni concrete. La sfida sarà continuare a costruire ponti tra ricerca e clinica, tra Italia e mondo, tra Istituzioni e cittadini ”.

L’eredità storica della Fondazione poggia anche sul valore del nucleo fondatore e della stessa famiglia Lorenzini, rappresentata da Camilla Borghese Khevenhüller, Presidente dell’Istituto Biochimico Giovanni Lorenzini e pronipote del fondatore, che ha ricordato il motto aziendale “FARE per DARE”, un manifesto di rigore, innovazione e responsabilità sociale che unisce idealmente quattro generazioni.

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La nuova direzione programmatica punta a ottimizzare la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Sviluppare una forte alfabetizzazione sanitaria permetterà alle persone di fare scelte consapevoli, trasformando la prevenzione da intervento d’emergenza a patrimonio collettivo.

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