Intervenire prima della disabilità: la sanità ridisegna la longevità al 40° Congresso SIGOT a Roma
La Società Italiana Geriatria, Ospedale e Territorio (SIGOT) lancia l’allarme sulla fragilità anziana: il 57% dei ricoverati in area medica esprime bisogni palliativi. La risposta risiede nella valutazione multidimensionale geriatrica per evitare l’ospedalizzazione e favorire il rientro al domicilio.
I dati epidemiologici emersi dal recente studio osservazionale Grace e dal Palliative Care Day impongono un cambio di rotta immediato nella programmazione sanitaria italiana. La sfida attuale non è solo strutturale, ma risiede nella capacità di governare la longevità in salute, intercettando la fragilità prima che si manifesti la malattia cronica.
La valutazione multidimensionale geriatrica si conferma l’unico strumento in grado di dare una regia alla complessità clinica, sociale e assistenziale dell’anziano fragile. L’identificazione tempestiva di questa sindrome incide concretamente sul percorso di cura e sui tassi di dimissione protetta.
Il dato clinico: I pazienti più fragili rischiano di non riuscire a tornare al proprio domicilio in una percentuale molto più alta, fino al 50% contro il 10% dei soggetti più robusti.
Dall’esperienza sul campo arrivano risposte concrete come l’attivazione di équipe interprofessionali e del monitoraggio bedside, riducendo i traumi e i rischi infettivi legati al ricovero tradizionale. L’obiettivo è trasferire l’alta intensità assistenziale e diagnostica direttamente tra le mura domestiche.
Un paziente anziano può essere curato a casa quando le stesse cure ospedaliere possono essere praticate in ambiente domiciliare. Per fare questo è necessario un gruppo interprofessionale di medici e infermieri supportato da tecnologie portatili come ecografi, radiologici, emogasanalizzatori ed elettrocardiografi. Una condizione necessaria resta la presenza di una rete familiare in grado di supportare il paziente.
Sul piano terapeutico, la nutrizione clinica e l’impiego di miscele specifiche contenenti amminoacidi e acidi grassi essenziali aprono la strada alla preabilitazione del paziente geriatrico ospedalizzato. Le evidenze sull’immunonutrizione ad oggi sono numerose, soprattutto in ambito oncologico e chirurgico.
L’innovazione promossa dalla SIGOT è l’utilizzo di tali miscele anche in ambito geriatrico. La società scientifica ha supportato la pubblicazione di uno studio che ha valutato gli effetti dell’immunonutrizione nel paziente anziano ospedalizzato, registrando una forte riduzione dei tempi di degenza, parametro cruciale per favorire il rientro a domicilio.
Parallelamente, la ricerca scientifica si concentra su emergenze epidemiologiche sommerse, come l’iposemia acuta, un fattore indipendente di rischio per la mortalità in corsia. L’insufficienza respiratoria deriva da patologie molto comuni nell’anziano come lo scompenso cardiaco, la polmonite, la sepsi e la broncopatia cronicostruttiva riacutizzata.
Questa sindrome rappresenta la prima diagnosi di dimissione dai reparti di geriatria e di medicina negli ultra-settantacinquenni. Si calcola che quasi un paziente su due dei ricoverati possa avere una forma di insufficienza respiratoria, definita come carenza di ossigeno nel sangue arterioso.
I dati epidemiologici raccolti in singoli reparti, come quello dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e il relativo studio CIS condotto al reparto di geriatria dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, hanno rilevato l’elevatissima prevalenza di questa sindrome e il suo impatto diretto sulla mortalità ospedaliera. Il riconoscimento precoce e una gestione accurata possono migliorare sensibilmente la prognosi dei pazienti.
L’orizzonte della riforma dei servizi territoriali delineata dal Decreto Ministeriale 77 richiede però un radicale salto culturale. La nuova struttura territoriale prevede ospedali di comunità, case della comunità e infermieri di famiglia e comunità, ma l’attuazione pratica richiede l’integrazione delle linee guida nazionali.
Siamo passati alla fase di implementazione e ogni regione utilizza specifici strumenti di valutazione multidimensionale. Diventa quindi fondamentale sviluppare la capacità di lavorare in maniera interprofessionale, superando i confini delle singole professioni per trasportare la modalità operativa della geriatria in un sistema nazionale di buone pratiche.
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L’evoluzione della sanità territoriale dipenderà dalla capacità di far dialogare i nuovi snodi digitali e logistici, trasformando la gestione della fragilità in un modello assistenziale sostenibile ed efficiente.
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