Tumore del pancreas, un nuovo vademecum per i medici di base presentato in Campidoglio da Fondazione Artemisia e Unipancreas

Tumore del pancreas, un nuovo vademecum per i medici di base presentato in Campidoglio da Fondazione Artemisia e Unipancreas

Tumore del pancreas: presso la Sala del Carroccio a Roma è stata presentata una nuova guida strategica per i medici di medicina generale. L’obiettivo è potenziare la diagnosi precoce, la prevenzione e la sorveglianza attiva del tumore pancreatico sul territorio, riducendo i tempi di intercettazione della malattia.

La Fondazione Artemisia e Unipancreas hanno unito le forze a Roma, nella Sala del Carroccio in Campidoglio, per presentare un vademecum operativo rivolto ai medici di medicina generale. Il documento mira a ridefinire il percorso di prevenzione e sorveglianza dell’adenocarcinoma del pancreas, una delle neoplasie più complesse e aggressive del panorama oncologico attuale.

Il testo si concentra in primo luogo sulla prevenzione primaria, evidenziando un dato epidemiologico di forte impatto. Secondo quanto emerso, si stima che circa la metà dei tumori al pancreas potrebbe essere prevenuta intervenendo in modo radicale e tempestivo sui fattori di rischio modificabili legati allo stile di vita.

In particolare, il fumo di sigaretta e l’obesità rappresentano oggi i principali elementi scatenanti per lo sviluppo della neoplasia. Smettere di fumare, impostare un regime alimentare più sano attraverso una dieta ipocalorica e praticare regolare attività fisica costituiscono le prime armi di difesa per ridurre l’incidenza della patologia.

Esistono tuttavia fattori di rischio non rimovibili, come la familiarità biologica. Questa condizione si configura quando un soggetto sano presenta in famiglia almeno due casi sulla stessa linea genealogica, di cui uno di primo grado, come ad esempio il padre e un fratello o il padre e il nonno.

Per queste persone, caratterizzate da un rischio fortemente aumentato, e per i pazienti a cui viene diagnosticata una cisti pancreatica, il protocollo prevede una precisa strategia di screening. Diventa infatti utile eseguire una risonanza magnetica una volta all’anno per individuare eventuali lesioni o alterazioni strutturali ancora allo stadio iniziale.

Il ruolo del medico di famiglia diventa così strategico. Essendo il primo punto di accesso al Servizio Sanitario Nazionale, il medico di base deve possedere gli strumenti e le competenze per cogliere tempestivamente i campanelli d’allarme e interpretare correttamente la sintomatologia riferita dal paziente durante la consultazione.

L’obiettivo finale del progetto è guidare il sistema verso una medicina di iniziativa capace di anticipare la patologia, superando il vecchio modello della “medicina di attesa” incentrata esclusivamente sulla struttura ospedaliera. Il vademecum punta a istituzionalizzare un collegamento diretto e immediato tra i professionisti del territorio e gli specialisti ospedalieri.

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La creazione di questo sodalizio, che vede collaborare attivamente Unipancreas e la Fondazione Artemisia, nasce per rimettere la persona al centro del percorso assistenziale. L’efficacia delle cure per le patologie oncologiche ad alta complessità passa inevitabilmente attraverso una rete integrata in grado di offrire accoglienza, conforto e continuità terapeutica dalla prevenzione fino alla presa in carico totale.

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