Nutrizione clinica, appello dal Senato: garantire l’accesso uniforme agli AFMS ed eliminare le disparità regionali

Nutrizione clinica, appello dal Senato: garantire l'accesso uniforme agli AFMS ed eliminare le disparità regionali

Gli alimenti a fini medici speciali (AFMS) rappresentano presidi terapeutici indispensabili per pazienti oncologici, pediatrici e con malattie rare. Dal convegno al Senato promosso dall’Intergruppo parlamentare, clinici e associazioni chiedono una normativa nazionale unitaria per superare la frammentazione regionale nella rimborsabilità e garantire parità di cura.

Nelle sale del chiostro di Santa Maria sopra Minerva a Roma, clinici, associazioni di pazienti e decisori politici si sono riuniti su iniziativa dell’Intergruppo parlamentare celiachia, allergie alimentari, intolleranza al lattosio e AFMS. Al centro del confronto, la necessità urgente di uniformare l’accesso agli alimenti a fini medici speciali su tutto il territorio nazionale.

 

Oggi la rimborsabilità di questi prodotti varia profondamente a seconda del codice di avviamento postale del paziente, generando disuguaglianze strutturali tra le diverse regioni italiane.

 

«Non si può subire una discriminazione dal punto di vista del cap di residenza: gli alimenti a fini medici speciali devono entrare nel piano terapeutico di queste persone all’interno del nostro sistema sanitario», ha dichiarato la Sen. Elena Murelli, Presidente dell’Intergruppo parlamentare.
Murelli ha inoltre ricordato l’introduzione dello screening nutrizionale oncologico approvato in legge di bilancio, strumento pensato per individuare precocemente chi necessita di supporto clinico mirato.

 

Lontani dall’essere semplici integratori da banco, questi formulati rispondono a bisogni metabolici specifici e complessi.
«Sono alimenti assunti per bocca, ma costituiscono un vero concentrato di tecnologia e conoscenza scientifica», ha spiegato il Prof. Maurizio Muscaritoli, Presidente della SINUC (Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo).

 

Muscaritoli ha sottolineato come gli AFMS debbano rientrare a pieno titolo nei percorsi diagnostico-terapeutici:
«Non solo costituiscono presidi fondamentali per la prevenzione e la cura della malnutrizione secondaria alle patologie croniche, ma in età pediatrica evitano alterazioni dello sviluppo staturo-ponderale, trovando applicazione cruciale anche nelle malattie metaboliche ereditarie. Il nodo resta la dispensabilità eterogenea lungo la penisola».

 

Sul piano biologico, l’apporto nutrizionale mirato incide direttamente sulla barriera intestinale e sui microrganismi che la popolano.
«La medicina è stata rivoluzionata dalle scoperte su questo vero e proprio organo: nell’apparato digerente vive una comunità di circa un chilogrammo di batteri, miceti, virus e parassiti che dialoga costantemente con il sistema immunitario e con il cervello attraverso l’asse intestino-cervello», ha evidenziato il Prof. Antonio Gasbarrini, Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

 

Nei pazienti che affrontano terapie aggressive, la compromissione della mucosa espone a rischi sistemici severi.
«Le mucositi da chemioterapia o i quadri cronici danneggiano la barriera, aprendo la strada a malassorbimento, sarcopenia e traslocazione batterica verso fegato e polmoni. Servono alimenti a fini medici speciali controllati capaci di rimodulare l’ecosistema intestinale e una nuova regolamentazione affinché ciò che riceve un malato in Valle d’Aosta sia garantito anche in Sicilia o in Calabria», ha ribadito Gasbarrini.

 

Nei reparti oncologici il supporto nutrizionale tempestivo può determinare l’esito stesso delle cure antitumorali.
«Spesso affidiamo a conoscenze aneddotiche la risposta alla prima domanda che ci pongono i pazienti: cosa posso mangiare?», ha osservato il Prof. Paolo Marchetti, Direttore Scientifico dell’IDI-IRCCS di Roma.

 

«Con lo studio nazionale prospettico PreMiO, condotto insieme al professor Muscaritoli e a numerose società scientifiche, abbiamo dimostrato quanto la malnutrizione interferisca negativamente con le cure oncologiche e con la prosecuzione stessa dei cicli terapeutici. La nutrizione non è solo un momento conviviale: è un’arma terapeutica fondamentale che l’oncologia non può più trascurare», ha aggiunto Marchetti.

 

L’istanza di equità è condivisa con forza dalla comunità delle patologie a bassa prevalenza.
«Gli alimenti a fini medici speciali sono presidi trasversali a molteplici quadri clinici e non riguardano cerchie ristrette», ha concluso Annalisa Scopinaro, Presidente di UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare. «Oggi manca una reale equità di accesso: registriamo trattamenti difformi tra le regioni e nei prossimi mesi lavoreremo per trasformare il confronto istituzionale in misure concrete a tutela dei pazienti».

 

🎥 Guarda il video per ascoltare le interviste integrali degli esperti e approfondire tutti gli aspetti trattati.

 

Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità in tema di medicina, salute, benessere e prevenzione, ricordati di iscriverti al nostro canale YouTube ufficiale: 👉 YouTube.com/PianetaSalute e attiva la campanella 🔔 per non perdere i prossimi servizi.

 

Continua a leggere il nostro magazine PianetaSalute.online e seguici sui nostri canali social ufficiali per far parte della nostra community dedicata alla divulgazione scientifica autorevole.

 

#NutrizioneClinica #AFMS #MalattieRare #OncologiaMedica #SanitàNazionale