XXXIII Congresso Nazionale SIGENP: un bambino di 11 anni su tre in Europa è in sovrappeso o obeso, e gli studi dimostrano che le diete da sole non bastano.
Cresce, soprattutto negli Stati Uniti, il ricorso ai farmaci anti-obesità (gli analoghi del GLP-1) per gli adolescenti, ma i clinici italiani frenano: utilizzabili dai 12 anni, vanno riservati ai casi che non rispondono agli interventi tradizionali. “Un’alternativa, non una scorciatoia.”
Al XXXIII Congresso SIGENP i clinici indicano la strada che funziona: agire sui comportamenti, coinvolgere le famiglie, i farmaci solo per i casi più difficili
In Europa un bambino su tre in età scolare è in sovrappeso o obeso, e nel mondo l’obesità di bambini e adolescenti è quadruplicata negli ultimi trent’anni: nonostante decenni di campagne e raccomandazioni, il problema è cresciuto ovunque, segno che gli approcci adottati finora non hanno funzionato. Per questo la prima giornata del XXXIII Congresso Nazionale SIGENP, a Genova dal 24 al 26 settembre, ha rilanciato una strategia diversa: la cura dell’obesità pediatrica riparte dai comportamenti e dallo stile di vita, con la famiglia coinvolta, e riserva i farmaci ai casi che non rispondono. Perché – lo dicono gli studi – la dieta da sola non basta.
Nella prima giornata di lavori il focus è stato sull’obesità
Le campagne di educazione alimentare degli ultimi decenni hanno dato esiti deludenti, complice un paradosso: un bambino sottopeso allarma subito i genitori, il sovrappeso no. Alla base ci sono questioni culturali e sociali: in una società sempre più veloce, sono pochi i genitori che trovano il tempo di cucinare, e i cibi già pronti – e ultra-processati – imbandiscono anche le tavole italiane. La ricetta degli esperti non è rigore ma disciplina: indicazioni chiare, famiglie accompagnate davvero, e una comunicazione capace di raggiungere i ragazzi anche sui social, terreno oggi lasciato scoperto da medici e nutrizionisti.
Cambia anche il modo di riconoscere la malattia
Come ha illustrato la prof.ssa Elvira Verduci (Università di Milano), accanto all’indice di massa corporea contano sempre di più l’adiposità viscerale e la sindrome metabolica, per individuare i bambini davvero a rischio. E tra le conseguenze più insidiose c’è il “fegato grasso”, diventato la più comune malattia epatica dell’età pediatrica e spesso del tutto silenzioso.
I farmaci esistono, ma non sono una scorciatoia
Gli analoghi del GLP-1 – rimborsati in Italia solo per il diabete e usati anche per perdere peso – sono utilizzabili in Italia a partire dai 12 anni, ma secondo le recenti linee guida nazionali inter-societarie (Sistema Nazionale Linee Guida dell’ISS), alla cui stesura ha collaborato SIGENP, vanno riservati agli adolescenti che non rispondono all’intervento sullo stile di vita. Una posizione prudente, che colloca l’Italia in modo diverso rispetto agli Stati Uniti, dove il ricorso a questi farmaci negli adolescenti con obesità è più diffuso. Tra le due molecole approvate, il semaglutide ha mostrato l’efficacia maggiore sulla riduzione del peso, il liraglutide un’efficacia inferiore; entrambe hanno comunque limiti importanti in età pediatrica: il peso tende a tornare alla sospensione, i costi superano i mille euro al mese e sono a totale carico delle famiglie, mancano dati sul lungo termine e va sorvegliato con attenzione il rischio di disturbi del comportamento alimentare.
Soprattutto, per i bambini sotto i 12 anni non esiste alcun farmaco anti-obesità autorizzato: sotto quella soglia l’unica strada è quella dei comportamenti e della famiglia – un motivo in più per non considerare la pillola una soluzione.
Le dislipidemie, un nemico silenzioso
Spazio anche alle dislipidemie, perché anche i più piccoli soffrono di colesterolo alto. La forma genetica più comune, l’ipercolesterolemia familiare, riguarda circa un bambino su 300, e in Italia sono circa 1.600 i bambini e ragazzi seguiti dai centri del registro nazionale LIPIGEN. Il messaggio, ancora una volta, è che intervenire presto cambia tutto: l’aterosclerosi non aspetta l’età adulta, le prime alterazioni delle arterie sono misurabili già a 7 anni, e chi viene trattato fin dall’infanzia arriva alla mezza età quasi sempre libero da eventi cardiovascolari, contro circa tre quarti dei genitori affetti ma non curati. Anche qui la nutrizione è la pietra angolare ma non basta da sola, e il vero tallone d’Achille resta lo screening, che nella vita reale sfugge fino al 30-60% dei casi.
Come afferma Antonella Diamanti, presidente SIGENP e tra gli estensori delle nuove linee guida nazionali:
“Il dato che ci consegna la ricerca è chiaro: continuare a fare come abbiamo fatto finora non sempre funziona. Sull’obesità come sul colesterolo il primo intervento resta sui comportamenti e sullo stile di vita, con la famiglia accanto; i farmaci, quando servono e dove sono ammessi, vengono dopo, non al posto. Ecco perché al congresso abbiamo voluto al nostro fianco le associazioni di pazienti, perché la cura del bambino passa dalle famiglie.”
Al congresso SIGENP sono infatti presenti le associazioni che fanno parte di SIGENP Family, la prima alleanza strutturata tra una società scientifica pediatrica e le associazioni di pazienti e familiari, nata alla fine del 2025.
L’inaugurazione
Il congresso si è aperto con i saluti della presidente SIGENP Antonella Diamanti e del presidente del congresso Paolo Gandullia (IRCCS Gaslini), alla presenza del direttore scientifico del Gaslini Angelo Ravelli, di Massimo Nicolò, assessore alla Sanità della Regione Liguria, e di Cristina Lodi, in rappresentanza della sindaca di Genova Silvia Salis. Tra le novità dell’edizione, il forte coinvolgimento delle associazioni di pazienti, numerose delle quali hanno concesso il patrocinio e sono presenti con propri spazi al congresso.
Le prossime giornate
Venerdì 25 i lavori si concentrano sul ruolo dell’alimentazione e su come individuare in tempo e trattare il fegato grasso nei bambini. Sabato 26 spazio alle malattie infiammatorie croniche intestinali e alle nuove strategie di cura oltre i farmaci tradizionali. Sempre sabato, alle 7 del mattino, il congresso scende in strada con la “Marcia Curta”, una camminata non competitiva aperta a tutti nel Porto Antico di Genova: non una gara, ma un segnale sull’importanza del movimento e della prevenzione, rivolto all’intera città.






