Malattie neurologiche: la strategia della Società Italiana di Neurologia per anticipare le patologie del cervello

Malattie neurologiche: la strategia della Società Italiana di Neurologia per anticipare le patologie del cervello

Oltre 2.700 specialisti riuniti a Firenze per il 56º Congresso della Società Italiana di Neurologia presentano una nuova strategia clinica. L’obiettivo è bloccare l’insorgenza di patologie come Alzheimer e Parkinson attraverso la prevenzione dell’esposoma ambientale, l’uso di biomarcatori precoci, terapie geniche e la diffusione della telemedicina territoriale

Un italiano su tre convive attualmente con una patologia del sistema nervoso, dai disturbi del sonno e cefalee fino a quadri neurodegenerativi complessi come Alzheimer e Parkinson. A Firenze, oltre 2.700 specialisti si sono confrontati in occasione del 56º Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia (SIN) per presentare un cambio di paradigma: intervenire sui meccanismi biologici prima che il danno neuronale diventi irreversibile.

 

L’iniziativa mette al centro i bisogni assistenziali quotidiani. Il Prof. Mario Zappia, Presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN) e Direttore della Clinica Neurologica dell’A.O.U. Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania, ha evidenziato l’isolamento di chi affronta queste diagnosi:
«Spesso oggi i pazienti con queste patologie sono lasciati da soli. Ancora più da soli vengono lasciati i caregiver. D’altronde nessuno credo sia allenato ad avere una malattia o ad assistere un proprio caro con una malattia neurologica. Uno degli obiettivi del manifesto è proprio attenzionare ai decisori politici queste necessità per trovare interventi concreti».

 

Il documento programmatico indirizzato alle istituzioni chiede un portale unico comune per facilitare l’accesso alle informazioni e alle reti di cura, riducendo le disparità territoriali. Parallelamente, la ricerca sposta il focus sui fattori esterni racchiusi nell’esposoma.

 

Il Prof. Leonardo Lopiano, Direttore della S.C. Neurologia 2 U dell’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino, chiarisce come l’ambiente interagisca con il patrimonio genetico:
«Sostanze ambientali che derivano dall’inquinamento atmosferico e dal clima possono generare elementi dannosi che penetrano attraverso la via nasale o le vie digestive; alcune possono superare la barriera ematoencefalica e dare origine a processi neuropatologici come la neuroinfiammazione cronica, l’alterazione della trasmissione sinaptica e lo stress ossidativo».

 

La tutela biologica passa per la correzione precoce degli stili di vita. La Prof.ssa Cristina Tassorelli, Segretario Generale della Società Italiana di Neurologia (SIN) e Ordinario di Neurologia presso l’Università di Pavia / IRCCS Fondazione Mondino, sottolinea:
«Noi nasciamo con un numero definito di neuroni, non ne avremo di più nel corso della vita e invecchiano. Mettere in atto tutte le strategie per mantenerli funzionali deve entrare nella nostra mentalità. Non possiamo pensare solo ‘se mi viene la malattia ci sarà la pillolina che mi cura’, ma dobbiamo pensare ‘devo fare molto anch’io per non farla venire, perché per alcune malattie neurologiche la pillolina che toglie la malattia non c’è’».

 

Sul piano clinico, la sfida riguarda l’intercettazione molecolare. Il Prof. Alessandro Padovani, Past President della Società Italiana di Neurologia (SIN) e Direttore della Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di Brescia, ha fatto il punto sull’evoluzione diagnostico-terapeutica:
«I biomarcatori validati vengono utilizzati nei centri di ricerca e di terzo livello e presto entreranno nella pratica clinica diffusa. Stiamo parlando anche di terapie geniche con approcci di gene editing o manipolazioni dell’RNA che possono rimpiazzare proteine disfunzionali: approcci già entrati nella realtà clinica per l’atrofia muscolare spinale e per alcune forme familiari di SLA legate a mutazioni di SOD1».

 

Una diagnosi differenziale rigorosa e tempestiva può fare la differenza tra una condizione cronica e la guarigione completa, evitando che quadri clinici trattabili vengano scambiati per processi degenerativi incurabili.

 

Per garantire continuità assistenziale tra ospedale e territorio secondo le linee guida del DM 77, la SIN ha avviato il progetto del neurologo digitale. Il Dott. Claudio Gasperini, Vicepresidente della Società Italiana di Neurologia (SIN) e Direttore della U.O.C. Neurologia dell’A.O. San Camillo-Forlanini di Roma, ha illustrato i numeri del programma:
«Abbiamo creato una rete di telemedicina per televisite, teleconsulti, teleneuroriabilitazione e telemonitoraggio, formando già 80 neurologi under 40 a cui si aggiungeranno altri 232 specialisti formati e certificati entro dicembre per collegare centro e territorio nel rispetto della privacy dei dati sanitari».

 

 

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