Epatite Delta: nuove terapie e test molecolare gratuito nei LEA, il punto al Delta Cure Meeting con SIMIT e Policlinico di Milano
L’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza rende gratuito il dosaggio dell’HDV-RNA per tutti i pazienti con epatite B. Parallelamente, l’impiego clinico dell’inibitore dell’ingresso virale bulevirtide e l’arrivo di nuove molecole riducono il rischio di cirrosi e la necessità di trapianto di fegato.
Milano ospita la quinta edizione dell’International Delta Cure Meeting, il simposio mondiale che riunisce specialisti internazionali per tracciare il cambio di rotta clinico contro l’epatite cronica virale più severa e rapida nella progressione verso la cirrosi.
Descritta per la prima volta cinquant’anni fa da ricercatori italiani, l’infezione da virus dell’epatite D (HDV) ha registrato decenni di vuoto terapeutico. Lo scenario si è trasformato con la validazione scientifica del primo inibitore dell’ingresso virale, bulevirtide, impiegato in monoterapia per impedire al patogeno di penetrare nelle cellule epatiche.
«Negli ultimi cinque anni abbiamo generato dati molto importanti di pratica clinica che dimostrano per la prima volta efficacia e sicurezza a 4-5 anni di trattamento in monoterapia, con una riduzione molto significativa dei tassi di scompenso nei pazienti cirrotici», spiega il Prof. Pietro Lampertico, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia ed Epatologia della Fondazione IRCCS Policlinico di Milano. «Il trattamento non solo ha un effetto antivirale ed è ben tollerato, ma cambia la storia naturale dei nostri pazienti».
L’impatto clinico trova conferma diretta nelle strutture di riferimento europee. «Abbiamo visto sia negli studi sia nella pratica clinica che questo approccio funziona: sta riducendo il rischio di sviluppare complicazioni epatiche e la necessità di trapianti di fegato si è già ridotta drasticamente», evidenzia il Prof. Heiner Wedemeyer, Direttore del Reparto di Gastroenterologia ed Epatologia della Scuola di Medicina di Hannover. «Almeno due nuovi approcci terapeutici arriveranno sul mercato entro i prossimi 12-18 mesi, tra anticorpi mirati e strategie per ridurre la produzione virale negli epatociti».
L’accesso tempestivo alle cure trova un tassello determinante sul piano istituzionale. L’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza include formalmente l’esenzione ticket per il dosaggio quantitativo dell’HDV-RNA plasmatico, esito di un percorso promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) insieme alle associazioni dei pazienti. Il marcatore molecolare, prima a carico del cittadino, diventa accessibile a titolo gratuito sia per la diagnosi sia per il monitoraggio trimestrale obbligatorio durante i percorsi terapeutici.
L’orientamento espresso dal comitato scientifico ridefinisce i tempi d’intervento: lo screening per l’epatite D deve essere esteso a tutti i soggetti positivi all’antigene di superficie dell’epatite B (HBsAg). La somministrazione dei farmaci antivirali attivi viene indicata per la totalità delle persone con infezione viremica in corso, superando il vecchio criterio attendista che riservava i trattamenti unicamente alle fasi di cirrosi conclamata. La sorveglianza epatologica periodica rimane essenziale anche nei casi di clearance virale accertata.
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