Nuove Terapie Orali per l’Obesità: la Svolta Presentata al Congresso Nazionale SIO

Nuove Terapie Orali per l'Obesità: la Svolta Presentata al Congresso Nazionale SIO

Al Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Obesità a Palermo emergono i dati sui nuovi agonisti orali del GLP-1. Le molecole non peptidiche in compressa mostrano cali ponderali medi del 12,4%, semplificando l’accesso precoce alle cure ed eliminando i limiti logistici delle iniezioni.

PALERMO – Trattare l’obesità con una compressa giornaliera al posto delle iniezioni settimanali rappresenta il nuovo orizzonte della medicina metabolica. Durante il Congresso Nazionale “CIO Obesità: Work in Progress”, organizzato a Palermo dalla Società Italiana dell’Obesità (SIO), i clinici hanno analizzato l’impatto delle recenti opzioni farmacologiche orali destinate a modificare la gestione clinica di una patologia cronica e progressiva.

 

Il ritardo diagnostico e terapeutico continua a pesare sui pazienti. «L’obesità è una malattia cronica e progressiva: un paziente con obesità di primo grado non trattato dopo dieci anni avrà almeno dieci chili in più», ha sottolineato il Prof. Paolo Sbraccia, Direttore dell’UOC di Medicina Interna al Policlinico Tor Vergata di Roma. L’esperto ha evidenziato il valore dell’approvazione a livello europeo di orforglipron: «La compressa rende tutto più semplice. La terapia iniettiva settimanale è efficace, ma va spiegata al paziente; una formulazione orale aggiunge enorme flessibilità e praticità, soprattutto per chi viaggia e fatica a gestire la catena del freddo».

 

Il rigore delle evidenze poggia sullo studio clinico di fase 3 ATTAIN-1, condotto per 72 settimane su circa 3.100 adulti con obesità senza diabete. «Uno degli aspetti più interessanti del programma clinico è l’ampiezza e l’eterogeneità del campione, con il 37% di pazienti ispanici e il 28% di asiatici, etnie storicamente sottorappresentate», ha spiegato la Prof.ssa Valeria Guglielmi, docente di Medicina Interna all’Università Tor Vergata.

 

I riscontri clinici del trial indicano che il dosaggio più alto di 36 mg al giorno ha generato un calo ponderale medio del 12,4% (rispetto allo 0,9% del braccio placebo), con circa il 40% dei soggetti che ha raggiunto una riduzione del peso di almeno il 15%. Oltre ai benefici su circonferenza vita, pressione arteriosa e proteina C reattiva, è stato registrato il ritorno alla normoglicemia tra il 74% e l’84% dei pazienti con prediabete.

 

Il tema delle peculiarità farmacocinetiche è stato approfondito a margine dei lavori, in una sessione promossa con il contributo non condizionante di Eli Lilly. La nuova molecola non peptidica presenta un peso molecolare inferiore a 0,9 kDa, caratteristica che ne assicura un assorbimento costante indipendentemente dall’assunzione di cibo o acqua.

 

A confermarne l’efficacia metabolica è il confronto diretto su oltre 1.700 persone con diabete di tipo 2 e indice di massa corporea superiore a 25. «Nei trial head-to-head, orforglipron a 12 e 36 mg ha determinato una maggiore riduzione sia del peso sia dell’emoglobina glicata rispetto ai dosaggi standard di semaglutide orale da 7 e 14 mg», ha chiarito il Prof. Massimiliano Caprio, Direttore del Laboratorio di Endocrinologia Cardiovascolare dell’IRCCS San Raffaele Roma, rimarcando come la maneggevolezza della compressa favorisca l’aderenza a lungo termine.

 

 

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