Al Paideia International Hospital la TAC su una testa bronzea proveniente da San Casciano dei Bagni
La diagnostica per immagini al servizio dell’archeologia e del restauro: l’indagine è stata effettuata su richiesta della restauratrice Laura Rivaroli per supportare lo studio e la conservazione del reperto.
Una testa bronzea proveniente da San Casciano dei Bagni, uno dei contesti archeologici più rilevanti degli ultimi anni in Italia, è stata sottoposta a indagine TAC in Paideia International Hospital.
L’attività è stata richiesta dalla dott.ssa Laura Rivaroli, restauratrice impegnata nello studio e nel restauro del reperto, con l’obiettivo di acquisire informazioni non visibili dall’esterno e utili a orientare le successive fasi conservative.
La TAC, generalmente utilizzata in ambito clinico per ottenere immagini dettagliate dell’interno del corpo umano, in questo caso è stata applicata a un manufatto archeologico, offrendo un esempio concreto di come la diagnostica per immagini possa diventare uno strumento prezioso anche per la tutela e la conoscenza del patrimonio culturale.
Nel caso dei reperti metallici antichi, spesso ricoperti da concrezioni e strati di alterazione, l’indagine radiologica può aiutare a comprendere la struttura interna dell’opera, la distribuzione del metallo, la presenza di eventuali cavità, fratture o discontinuità e, più in generale, lo stato di conservazione del manufatto. Informazioni fondamentali per pianificare un intervento di restauro più sicuro, rispettoso e consapevole.

“L’indagine TAC consente di osservare il reperto senza intervenire direttamente sulla sua superficie. È uno strumento non invasivo che permette di capire cosa si conserva al di sotto delle concrezioni e di impostare le scelte di restauro con maggiore precisione”, spiega la dott.ssa Laura Rivaroli.
L’esame è stato effettuato all’interno della Diagnostica per Immagini di Paideia International Hospital, con il supporto del personale tecnico e sanitario della struttura e con una programmazione organizzata in modo da non interferire con la normale attività clinica.
“È un esempio significativo di collaborazione tra ambiti apparentemente lontani: medicina, tecnologia, restauro e archeologia. La diagnostica per immagini può offrire un contributo importante non solo alla cura delle persone, ma anche alla conoscenza e alla tutela del patrimonio”, dichiara Fabiana De Angelis Amministratore delegato di Paideia.
Per Paideia International Hospital, l’attività rappresenta un’occasione per mettere a disposizione tecnologie avanzate e competenze specialistiche in un progetto di alto valore culturale, confermando il ruolo della struttura come realtà capace di promuovere innovazione, collaborazione interdisciplinare e attenzione al territorio.



