Zero Infezioni: HIV, l’Istituto Spallanzani lancia il Prevention Lab per azzerare i contagi nel Lazio
Il progetto integra farmaci long-acting e medicina di prossimità per riportare in cura i 1.500 pazienti “invisibili” nel Lazio. L’obiettivo dell’Istituto Spallanzani è raggiungere il traguardo “Zero Infezioni” attraverso il supporto sociale e la prevenzione farmacologica.
Roma – L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) Lazzaro Spallanzani ha presentato il Prevention Lab, un nuovo modello regionale che punta a fermare la risalita dei contagi da HIV, che in Italia contano oltre 2.300 nuove diagnosi l’anno. L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Lazio e realizzata con il contributo non condizionante di Merck Italia, segna il passaggio definitivo dalla medicina d’attesa alla medicina di prossimità.
“Dobbiamo uscire dalle mura dell’ospedale per intercettare quella fetta di popolazione resa fragile da dipendenze o marginalità sociale”, spiega il Dott. Andrea Antinori, Direttore del Dipartimento Clinico dell’Istituto Spallanzani. Nel Lazio sono circa 1.500 le persone che hanno interrotto le cure: pazienti “invisibili” che, senza terapia, rischiano di alimentare involontariamente la catena del contagio.
Il cuore della strategia risiede nel binomio tra innovazione e sociale. L’uso di terapie iniettabili a lunga durata (long-acting), somministrabili ogni due mesi, permette di superare le barriere dell’aderenza terapeutica quotidiana. Questo approccio garantisce il principio del $U=U$ (Undetectable = Untransmittable): una persona in terapia corretta non trasmette il virus, rendendo la cura stessa lo strumento di prevenzione più potente.
Accanto ai farmaci, il Prevention Lab punta sulla Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) e su una rete capillare con il terzo settore. “Non c’è differenza tra prevenzione e terapia”, sottolinea la dirigenza scientifica dell’Istituto, ribadendo come l’accesso rapido ai test e l’inizio immediato del percorso assistenziale siano gli unici modi per azzerare le morti e le discriminazioni.
L’impegno dello Spallanzani si estende anche al contrasto dell’HPV. In questo ambito, la sinergia con i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale resta il pilastro per favorire la vaccinazione nella fascia preadolescenziale (9-12 anni), momento cruciale per garantire la massima efficacia dell’immunizzazione.
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