BPCO: Istituzioni e specialisti chiedono la riforma della Nota 99 per salvare il Servizio Sanitario Nazionale

BPCO: Istituzioni e specialisti chiedono la riforma della Nota 99 per salvare il Servizio Sanitario Nazionale

Il progetto “BPCO: verso una presa in carico integrata ed equa” propone di superare i limiti della Nota 99, abilitando i medici di medicina generale alla prescrizione delle triplici terapie inalatorie e potenziando lo screening tramite spirometria sul territorio.

Roma, 7 maggio 2026. La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) rappresenta oggi la terza causa di morte globale, gravando sulle casse dello Stato per circa 7 miliardi di euro annui. Eppure, in Italia, la diagnosi arriva spesso con anni di ritardo.

Nasce da qui il progetto nazionale “BPCO: verso una presa in carico integrata ed equa”, presentato oggi per ridefinire i percorsi assistenziali e istituzionali. L’iniziativa, realizzata con il contributo non condizionante di AstraZeneca Italia, punta a colmare il vuoto gestionale tra ospedale e territorio.

“Senza una spirometria precoce e accurata, perdiamo tempo prezioso”, avverte il Prof. Claudio Micheletto, Past President AIPO-ITS/ETS. Il rischio concreto è lasciare il paziente, spesso fumatore e rassegnato ai sintomi, privo di una terapia efficace fino al primo, drammatico ricovero.

La medicina interna diventa il fronte caldo per intercettare i casi complessi. Il Dott. Andrea Montagnani (Presidente Nazionale FADOI) e il Prof. Nicola Montano (Presidente SIMI) sottolineano come la BPCO trascini con sé fragilità cardiovascolari e renali che richiedono una gestione olistica e immediata.

Il nodo resta quello burocratico: la Nota 99 limita la prescrizione delle triplici terapie in unico inalatore ai soli specialisti. Questo “collo di bottiglia” complica l’aderenza terapeutica, che oggi in Italia si attesta su un preoccupante 30-40%.

“Abbiamo chiesto ufficialmente ad AIFA di superare la Nota 99”, spiega il Sen. Orfeo Mazzella, VicePresidente della 10ª Commissione Affari Sociali. L’obiettivo politico è restituire al Medico di Medicina Generale l’autonomia prescrittiva per garantire una continuità di cura senza liste d’attesa.

Anche la Sen. Elena Murelli, Segretario di Presidenza al Senato, conferma che la legge delega sulla riorganizzazione territoriale è la chiave per integrare i servizi. “L’ospedale deve dialogare con il territorio per non abbandonare il paziente cronico”, ha ribadito durante l’incontro.

“La burocrazia non può essere un ostacolo al respiro”, conclude Luciano Cattani, Delegato Federasma e Allergie. Le associazioni dei pazienti chiedono una semplificazione radicale dell’iter per i piani terapeutici, per trasformare il diritto alla salute in una pratica quotidiana.

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