Alla Camera dei Deputati i Medici di Famiglia lanciano il progetto “Ampio respiro” per la salute polmonare
Un’azione coordinata di sistema punta a dimezzare il sommerso epidemiologico delle patologie respiratorie croniche in Italia, potenziando la prevenzione sul territorio e portando l’aderenza terapeutica oltre l’attuale e critico 20%.
Il progetto Ampio respiro debutta ufficialmente alla Camera dei Deputati per ridefinire la prevenzione e la diagnosi precoce dell’asma e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). L’iniziativa, promossa dai medici di medicina generale, punta a strutturare uno scudo territoriale contro l’emergenza invisibile delle malattie respiratorie.
In Italia, la sola BPCO colpisce circa 3 milioni e mezzo di persone, ma ben la metà dei casi resta non diagnosticata. I primi sintomi vengono regolarmente sottovalutati, lasciando i pazienti privi di una rete di protezione fino a quando la funzionalità polmonare non risulta già gravemente compromessa.
Per invertire questa rotta, la nuova strategia si sviluppa su tre pilastri fondamentali: personalizzazione delle cure, prevenzione e integrazione. Alessandro Rossi, Presidente SIMG, spiega la centralità di questo approccio integrato: “Ampio respiro vuole parlare di salute respiratoria. Lo facciamo attraverso un’azione integrata che vuole arrivare sia al medico, al medico di famiglia, sia ai cittadini”.
La personalizzazione passa dalla capacità del medico di medicina generale di intercettare la persona ai primi segnali. L’integrazione mira invece a connettere la medicina del territorio con gli specialisti e le principali società pneumologiche, mentre l’aspetto preventivo sposa la visione One Health.
Il problema maggiore risiede nel profondo sommerso clinico che caratterizza le malattie ostruttive croniche, specialmente quelle secondarie al fumo di sigaretta. Quando sopravviene la dispnea, ovvero la mancanza di fiato, il segnale della presenza della malattia è purtroppo già tardivo.
I fattori di rischio sono molteplici e spesso si sovrappongono a patologie cardiovascolari, confondendo il quadro clinico. Riconoscere tempestivamente la tipologia dei sintomi e individuare precocemente il danno polmonare è l’unico modo per far emergere i numeri nascosti prima che sia troppo tardi.
La chiave di volta risiede nel modificare i comportamenti a rischio prima che la situazione precipiti. I pazienti tendono a rivolgersi al medico quando manifestano già una tosse produttiva o un affanno notevole di fronte a una banale rampa di scale.
I medici raccomandano invece di segnalare i sintomi lievi, come una tossetta mattutina continua o un piccolo affanno per sforzi intensi. Intercettare i fattori di rischio significa in primis stoppare il fumo di sigaretta, ma richiede anche attenzione all’ambiente lavorativo e all’esposizione all’inquinamento urbano nelle città.
Oltre alla diagnosi tempestiva, la sfida si sposta sulla gestione quotidiana della terapia. I dati del rapporto OSMED stilato da AIFA mostrano una realtà allarmante: l’aderenza terapeutica alle cure inalatorie per asma e BPCO si attesta intorno al 20%.
Ciò significa che l’80% dei pazienti non assume regolarmente i trattamenti, annullando l’efficacia di farmaci anche molto innovativi. Il compito morale della medicina generale, forte del rapporto fiduciario e longitudinale con l’assistito, è quello di monitorare e ottimizzare costantemente questa aderenza.
Questo cambio di paradigma richiede una transizione netta verso la medicina di iniziativa, sostenuta da una solida programmazione politica. L’allungamento della vita media espone la popolazione a una maggiore coesistenza di patologie respiratorie e cardiocircolatorie croniche.
La scommessa del Servizio Sanitario Nazionale si gioca sulla riorganizzazione della sanità territoriale tramite le Case di Comunità. Queste strutture vedranno la stretta collaborazione tra medici di famiglia e specialisti sumaiisti, collegando l’ospedale direttamente al domicilio del paziente attraverso la formazione continua.
Guarda il servizio completo su YouTube.com/PianetaSalute per ascoltare le interviste e scoprire tutti i dettagli del progetto.
La tutela della salute polmonare in Italia passa inevitabilmente dal rafforzamento della sanità di prossimità. Soltanto un’azione sinergica e tempestiva tra istituzioni e camici bianchi potrà garantire ai cittadini percorsi di cura efficaci e accessibili direttamente sul territorio.
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