Malattie rare in Italia: il nuovo Libro Bianco evidenzia il ritardo diagnostico e le disuguaglianze di genere

Malattie rare in Italia: il nuovo Libro Bianco denuncia il ritardo diagnostico e le disuguaglianze di genere

Il percorso verso la diagnosi di una malattia rara in Italia resta un’odissea lunga, tortuosa e profondamente iniqua. A confermarlo è il nuovo Libro Bianco “Da Rara a Riconosciuta”, presentato oggi al Senato della Repubblica dal Think Tank Women in Rare, nato dalla collaborazione tra Alexion, AstraZeneca Rare Disease, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare e Fondazione Onda.

L’indagine, condotta da Censis e ALTEMS Advisory, scatta una fotografia allarmante che mette in luce come il tempo di attesa, la provenienza geografica e il genere del paziente influenzino drasticamente le possibilità di accesso alle cure.

Il tempo è diagnosi: il peso del ritardo

In Italia, dal primo sintomo alla diagnosi definitiva trascorrono in media 5,5 anni. Tuttavia, questo dato nasconde una verità ancora più complessa: il ritardo diagnostico colpisce le donne in misura maggiore rispetto agli uomini. Le pazienti attendono in media 6 anni prima di ottenere una risposta chiara, contro i 4 anni necessari agli uomini.

Perché questa disparità? Il Libro Bianco evidenzia un bias diagnostico di genere: i sintomi femminili vengono spesso sottovalutati o erroneamente ricondotti a cause psicologiche o depressive nel 20,4% dei casi (contro il 13% degli uomini), ritardando l’accesso allo specialista e la diagnosi corretta.

Divari territoriali: la migrazione sanitaria forzata

L’iniquità non è solo di genere, ma anche geografica. L’indagine mostra come il 31,6% delle persone con malattie rare debba spostarsi fuori dalla propria regione per ricevere una diagnosi. Il problema assume dimensioni critiche al Sud e nelle Isole, dove quasi 1 paziente su 2 (il 46%) è costretto a intraprendere un viaggio della speranza per accedere ai centri di competenza appropriati, aggravando il già fragile equilibrio economico di famiglie che, nel 70% dei casi, vivono con un reddito annuo inferiore ai 35.000 euro.

L’impatto invisibile sui caregiver e sul lavoro

Le malattie rare non colpiscono solo il paziente, ma ridisegnano intere esistenze. L’impatto è drammatico soprattutto per i caregiver familiari, che nel 58,5% dei casi sono donne.

Il costo opportunità dell’assistenza è elevatissimo: il 37,2% delle donne caregiver è stata costretta ad abbandonare il lavoro per prendersi cura dei propri cari, a fronte del 13,3% degli uomini. Anche per i pazienti la situazione lavorativa è precaria: il 46,6% è stato costretto al pensionamento anticipato, mentre chi continua a lavorare vive una condizione di “presenteismo” (lavorare nonostante la salute non ottimale) prolungata, che colpisce quasi l’83% delle donne.

Libro Bianco “Da Rara a Riconosciuta”

 

Le richieste alle Istituzioni: dal dato all’azione

Il Libro Bianco “Da Rara a Riconosciuta” non si limita a fotografare il disagio, ma avanza proposte concrete per i decisori pubblici, focalizzandosi su quattro pilastri fondamentali:
1. Medicina di genere: Integrare la prospettiva di genere nella pratica clinica e formare i medici a riconoscere i bias che ritardano la diagnosi nelle donne.
2. Reti di diagnosi: Monitorare l’attuazione del Piano Nazionale Malattie Rare 2023-26 per ridurre la frammentazione territoriale.
3. Formazione: Potenziare le competenze di medici di base e pediatri, affinché siano il primo filtro efficace nell’identificare i segnali di una patologia rara.
4. Tutela dei caregiver: Riconoscere giuridicamente e tutelare economicamente il ruolo del caregiver, evitando che l’attività di cura si traduca in una penalizzazione lavorativa e sociale.

Come dichiarato dai promotori dell’iniziativa, le evidenze raccolte sono un appello urgente alle istituzioni. La questione delle malattie rare non è solo un problema sanitario, ma una vera e propria sfida di equità e giustizia sociale.

Per chi volesse approfondire i dati, leggere le testimonianze e scoprire le raccomandazioni complete, è possibile consultare e scaricare gratuitamente il documento integrale sul sito ufficiale womeninrare.it.

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