Dolore cronico, nuova ricerca: 13 milioni di italiani convivono con una malattia ancora sottovalutata
Il dolore cronico non è solo un sintomo clinico, ma una condizione invalidante che colpisce circa 13 milioni di italiani, pari al 25% della popolazione. Una nuova ricerca presentata il 23 giugno 2026 presso la Biblioteca Spadolini del Senato ha svelato il vero “vissuto” dei pazienti, confermando le criticità storiche nell’applicazione della Legge 38/2010 sulla terapia del dolore.
L’indagine, intitolata “Vivere con il dolore cronico: impatto del dolore nella vita quotidiana” ed è stata promossa dall’Alleanza sul Dolore su iniziativa di Health Engine ETS.
Cosa rivela la ricerca
I punti cardine emersi dallo studio condotto su un campione di 1.267 pazienti:
• Il profilo del paziente: Prevalentemente donne (83%), di età compresa tra 46 e 60 anni, che convivono con il dolore da oltre 5 anni.
• Patologie coinvolte: Fibromialgia, artrite, endometriosi, emicrania cronica, malattie autoimmuni e neuropatie.
• L’impatto sulla qualità della vita:
◦ Benessere emotivo: Compromesso per il 56% dei rispondenti.
◦ Attività fisica: Difficoltà estreme nel 54% dei casi.
◦ Sfera lavorativa: Il 51% dichiara compromissione, con il 30% costretto a ridurre le ore di lavoro.
• Difficoltà quotidiane: Le azioni più semplici, come alzarsi dal letto (48%) o portare pesi (65%), sono diventate sfide insormontabili.
Perché la ricerca è un punto di svolta (Data Driven Advocacy)
Lo studio si distingue per l’approccio metodologico. Grazie alla piattaforma Health Engine Surv AI, è stato possibile utilizzare strumenti di intelligenza artificiale per trasformare esperienze soggettive in dati numerici precisi.”L’obiettivo è creare un sistema di ‘data driven advocacy’, capace di generare evidenze basate su dati del mondo reale per accorciare la distanza tra le problematiche quotidiane e la loro rappresentazione numerica” – spiega Luca Savarese, Health Engine Program Manager.Le criticità: Ritardo diagnostico e mancanza di presa in carico
Nonostante la maggioranza dei pazienti (78%) abbia una diagnosi, il percorso è spesso inadeguato:
1. Ritardi diagnostici: Le attese possono superare i 5 anni.
2. Mancanza di cure strutturate: Il 57% dei pazienti non è mai stato inserito in un percorso terapeutico strutturato.
3. Oneri economici: Il dolore ha un costo. Oltre il 35% dei pazienti spende mensilmente tra i 50€ e i 150€ di tasca propria; per l’11% la cifra supera i 300€.
L’appello dell’Alleanza sul Dolore: “Non è solo un sintomo”
Le associazioni di pazienti e gli esperti, tra cui il prof. Marco Mercieri (Università La Sapienza), evidenziano come un accesso tempestivo alla Terapia del Dolore possa generare risparmi fino a 3.000 euro per paziente, oltre a ridurre drasticamente complicanze come amputazioni e suicidi nei casi più gravi.
Teresa Petrangolini, fondatrice dell’Alleanza, chiarisce la visione politica e sanitaria:
“Con questa ricerca desideriamo rilanciare l’impegno di colmare un vuoto di dimensionamento. Vogliamo arrivare a decisioni che consentano l’accesso alle cure per tutti, realizzando finalmente i contenuti della legge 38/2010”.
Seguirà un approfondimento su Pianeta Salute TV.







