Crisi idrica nel bacino del Po: Coldiretti lancia l’allarme per il Made in Italy e propone il Piano Nazionale degli Invasi
Il crollo del livello idrometrici del fiume Po minaccia un terzo della produzione agroalimentare italiana e la metà dell’allevamento nazionale. Per superare l’emergenza, Coldiretti propone il Piano Nazionale degli Invasi, una rete di bacini sostenibili senza cemento per raccogliere l’acqua piovana e produrre energia pulita.
L’ondata di caldo record sta facendo letteralmente scomparire il fiume Po, trasformando l’allerta siccità in una minaccia diretta per la tavola degli italiani. Il livello idrometrici ha toccato i -3 metri al ponte della Becca ed è sprofondato fino a -8 metri a Cremona, delineando uno scenario di piena emergenza non solo ambientale, ma economica.
In questo bacino idrografico si concentra infatti quasi un terzo del Made in Italy agroalimentare e la metà dell’allevamento nazionale. Eccellenze mondiali come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano rischiano oggi di rimanere senza le risorse idriche necessarie alla loro sopravvivenza.
La situazione più critica si registra attualmente nel cremonese, dove pescare acqua dal letto del fiume per irrigare i campi è diventato quasi impossibile. Con le coltivazioni di pomodoro e mais già in forte sofferenza, molte aziende agricole sono state costrette ad anticipare le bagnature di settimane, affrontando costi pesantissimi per il gasolio degli impianti.
“Siamo all’inizio della stagione irrigua e ci sono forti preoccupazioni per la disponibilità di acqua”, spiega da Gussola il coltivatore Rossano Remagni Buoli, impegnato nella produzione di mais, frumento, pomodoro, bietola da seme e zucca. “Il mais è già in sofferenza e gli unici supporti che possiamo avere sono nelle zone dove ci sono pozzi”.
Di fronte a una crisi di questa portata, il comparto agricolo non può più strutturalmente vivere di sola emergenza. La via d’uscita strategica indicata da Coldiretti è il Piano Nazionale degli Invasi, una proposta che prevede la creazione di una rete di bacini sostenibili realizzati senza l’uso di cemento.
L’obiettivo del progetto è raccogliere l’acqua piovana quando cade e conservarla per i momenti di prolungata siccità. Questa infrastruttura verde permetterebbe inoltre di produrre energia idroelettrica pulita, mettendo in sicurezza il futuro del comparto e tutelando la sovranità alimentare del Paese.
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La transizione verso una gestione programmata delle risorse idriche appare ormai inevitabile per salvare i raccolti storici della Pianura Padana. Senza interventi strutturali immediati, i costi energetici e la carenza d’acqua rischiano di ridimensionare drasticamente la competitività delle imprese agricole sul mercato internazionale.
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