Ridisegnare la governance dei tumori: alla Camera dei Deputati la sfida dell’oncologia di prossimità
Un nuovo modello organizzativo che unisce l’alta specializzazione ospedaliera alla medicina territoriale per trasformare l’assistenza oncologica in Italia, rispondendo alla cronicizzazione della patologia e garantendo l’equità d’accesso alle cure e ai farmaci innovativi
La Sala della Regina alla Camera dei Deputati ha ospitato l’apertura del congresso nazionale “Oncologia tra ospedale e territorio. Innovazione, sostenibilità, equità”. L’evento, che gode dei patrocini dell’Università Sapienza di Roma, del CIPOMO e dell’Ordine dei Medici di Roma, affronta la necessità di ridisegnare la governance sanitaria di fronte a terapie avanzate che trasformano il tumore in una patologia cronica.
Il cuore della transizione risiede nel bilanciamento tra le strutture centrali e la periferia. L’ospedale deve rimanere il luogo dedicato alla fase acuta, alla diagnosi e alla chirurgia di precisione, ma il paziente deve poi tornare al proprio domicilio. Il territorio deve quindi dotarsi di strumenti e competenze, mantenendo una relazione costante e bidirezionale con i centri ospedalieri per assicurare la massima qualità assistenziale.
Sul piano istituzionale, la transizione verso modelli più flessibili riceve una spinta decisiva dalla rappresentanza parlamentare. L’On. Simonetta Matone, della Commissione Parlamentare, ha evidenziato l’importanza di affrontare il pianeta cancro cambiando prospettiva, puntando su una delocalizzazione delle cure attraverso strutture territoriali più amicali e vicine, oltre a un potenziamento delle terapie a domicilio.
Questo approccio affonda le radici in un sodalizio intellettuale nato a Procida, Capitale della Cultura, che ha unito la visione clinica alla scienza economica. Come ricordato dalla Dott.ssa Cecilia Nisticò, Direttore UOC Oncologia ASL Frosinone e Responsabile Scientifico, l’idea è nata insieme a Fabrizio D’Alba e all’economista Giuseppe Profiti per promuovere una cultura basata su tre pilastri: sostenibilità, innovatività ed equità.
La sfida principale della sanità pubblica consiste nel far correre l’organizzazione alla stessa velocità della ricerca, azzerando le disuguaglianze territoriali. L’On. Alessia Savo, Presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, ha spiegato che la vera scommessa è interpretare l’oncologia territoriale sfruttando reti tecnologiche e infrastrutturali per rendere equo ogni angolo della regione.
A livello locale, questo obiettivo si traduce in riforme amministrative concrete. L’On. Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, ha ricordato l’importanza della rete approvata dalla Regione Lazio a dicembre del 2025, una misura mirata a garantire cure nel più breve tempo possibile a ridosso del domicilio del malato, valorizzando le grandi scoperte scientifiche.
Un altro snodo cruciale riguarda la disponibilità dei trattamenti. Il Prof. Robert Nisticò, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, ha dichiarato: “La sfida più grande che abbiamo come AIFA è quella di portare l’innovazione al cittadino semplificando il burden regolatorio per accelerare l’accesso ai farmaci innovativi, monitorando la spesa farmaceutica per salvaguardare la sostenibilità”.
La transizione non può prescindere dalla creazione di vere équipe multidisciplinari territoriali, superando l’isolamento dei singoli professionisti. Il Dott. Magi (SUMAI) ha sottolineato che, con l’allungamento della vita media, l’Italia registrerà a breve milioni di malati cronici, rendendo fondamentale l’organizzazione del territorio per evitare il collasso delle strutture ospedaliere.
Portare l’oncologia d’eccellenza nelle comunità è l’unica via per eliminare l’inequità sociale. Gianluca Pistori, Presidente di Melanomaday ODV, ha ribadito che il territorio deve dare risposte vicine alle persone per evitare i penalizzanti viaggi della speranza, che creano inaccettabili divisioni tra cittadini assistiti con cure di serie A e di serie B.
Oltre all’aspetto prettamente clinico, emerge la necessità di intervenire sulla quotidianità dei malati e dei loro nuclei familiari. Marina La Norcia, Presidente dell’Associazione Nazionale Tumore al Seno Metastatico “Noi ci siamo”, ha illustrato il lancio di un’applicazione di servizi che offre un supporto concreto contro la solitudine esistenziale, includendo risposte degli oncologi fornite in collaborazione con il CIPOMO e l’assistenza emotiva di uno psico-oncologo.
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La gestione della cronicità si gioca interamente sulla capacità di trasformare l’assistenza in una vicinanza reale, integrando la medicina di precisione direttamente nel tessuto sociale per preservare l’equità del Servizio Sanitario Nazionale.
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