Retinopatie e maculopatie: accordo tra AIMO e Comitato Macula per sbloccare la presa in carico ospedaliera
La diagnosi precoce delle patologie retiniche rischia di fallire senza percorsi certi nei reparti ospedalieri. A Roma, l’Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO) e il Comitato Macula ETS siglano un’alleanza strategica per chiedere risorse, personale dedicato e una programmazione sanitaria integrata con le istituzioni regionali.
ROMA – Individuare tempestivamente una compromissione visiva non basta se il Servizio Sanitario Nazionale non garantisce tempi certi per avviare le cure necessarie. È la denuncia emersa a Roma durante il 16º Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti (AIMO), dove è stata formalizzata l’alleanza strategica con il Comitato Macula ETS, la prima associazione italiana dedicata ai pazienti con affezioni degenerative e vascolari della retina.
L’accordo punta a costruire un fronte comune per superare le rigidità burocratiche e la cronica carenza di risorse nei reparti oftalmologici. Sul tavolo c’è il paradosso delle campagne di screening territoriali che, una volta intercettati i casi a rischio, si scontrano con strutture impossibilitate a garantire la continuità terapeutica.
A chiarire la portata della criticità è Massimo Ligustro, Presidente del Comitato Macula ETS:
«Ringrazio i medici che fanno i salti mortali per poterci aiutare. Non hanno soldi, sono soli, fanno turni massacranti, non hanno strumenti. Ho fatto tanti screening, faccio tanta prevenzione, ma quando trovo le persone malate sarebbe opportuno che qualcuno le curasse e fossero accolte, prese in carico, cosa che così non è».
La perdita della capacità visiva determina ricadute pesanti sul piano sociale ed economico, incidendo sull’autonomia personale e sull’equilibrio dei nuclei familiari. L’assenza di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) fluidi trasferisce il carico assistenziale sui caregiver, aumentando i costi indiretti a carico della collettività.
L’appello per un cambio di passo nella programmazione sanitaria ha trovato l’apertura delle istituzioni regionali. Civita Di Russo, Vicecapo di Gabinetto Vicario della Regione Lazio, ha ribadito la centralità della vista nel tessuto civile ed economico:
«Senza la vista le persone non possono svolgere le attività più normali della loro vita, non possono contribuire all’economia, alla cultura e alla vita sociale di una nazione. Di poca vista non si muore e la gente pensa che non sia così importante: invece toglie dignità alla persona. La politica in questi contesti deve sempre stare insieme ai professionisti, perché solo da questi contributi si possono fare delle vere politiche sanitarie».
L’intesa siglata tra società scientifica e rappresentanti dei pazienti apre ora un canale di confronto permanente con i decisori pubblici, con l’obiettivo prioritario di trasformare la tempestività di accesso alle cure oftalmologiche in un parametro inderogabile dell’agenda sanitaria.
Guarda il video per ascoltare le interviste integrali degli esperti e approfondire tutti gli aspetti trattati.
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Per un approfondimento sulle sfide cliniche e l’accesso ai trattamenti dei pazienti affetti da patologie della macula, puoi consultare la videointervista a Massimo Ligustro su Sanità33, in cui il Presidente del Comitato Macula ETS illustra le criticità nell’approvazione e nella disponibilità delle terapie per la vista.
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