Prevenzione infarto: le strategie mediche per ridurre il rischio dell’80%
Come proteggere il cuore dai principali fattori di rischio cardiovascolare
La prevenzione cardiovascolare permette di abbattere la probabilità di infarto miocardico fino all’80% intervenendo su fattori modificabili come ipertensione, colesterolo LDL, diabete e fumo. Attraverso il monitoraggio costante e il raggiungimento di target lipidici precisi, come la soglia dei 55 mg/dL per i soggetti ad alto rischio, è possibile bloccare la progressione della placca aterosclerotica e preservare la salute dei vasi nel lungo periodo.
Secondo il dottor Claudio Pedrinazzi, cardiologo clinico, l’infarto non è un destino scritto nel DNA. Sebbene esista una predisposizione genetica, la maggior parte degli eventi acuti deriva da stili di vita scorretti che possono essere corretti a qualsiasi età, preferibilmente iniziando fin dall’infanzia.
I principali nemici del cuore includono l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, il fumo, il sovrappeso e lo stress cronico. Un’alimentazione sbilanciata, troppo ricca di zuccheri e grassi saturi, accelera la formazione della placca aterosclerotica, aumentando drasticamente il pericolo di rotture vascolari improvvise.
Il colesterolo gioca un ruolo cruciale. È fondamentale distinguere tra la frazione HDL (protettiva), che trasporta i grassi verso il fegato per lo smaltimento, e quella LDL (dannosa). Quest’ultima si deposita nelle pareti delle arterie, dando inizio a un processo infiammatorio che può sfociare in infarto o ictus.
Per i pazienti che hanno già subito un evento cardiovascolare, le linee guida sono oggi molto rigide: il target ideale è scendere sotto i 55 mg/dL di colesterolo LDL. Studi clinici confermano che abbassare questo valore di soli 40 mg/dL riduce il rischio di nuove patologie del 25%.
L’ipertensione è definita spesso come il “killer silenzioso”. Poiché non presenta sintomi evidenti nelle fasi iniziali, causa micro-lesioni alle pareti arteriose rendendole più permeabili al colesterolo. Misurare regolarmente la pressione con un dispositivo di monitoraggio domestico è un’azione salvavita fondamentale.
Un’attenzione particolare va riservata alle differenze di genere. Sebbene le donne godano della protezione degli estrogeni in età fertile, dopo i 60 anni il loro rischio eguaglia e talvolta supera quello maschile. Inoltre, nelle donne l’infarto si manifesta spesso con sintomi atipici come dolore dorsale o intensa stanchezza.
Guarda la puntata de L’Esperto Risponde con il Dott. Claudio Pedrinazzi su YouTube.com/PianetaSalute per ascoltare le interviste e scoprire tutti i dettagli del progetto.
La salute del cuore è nelle nostre mani. Combinando un’alimentazione ricca di vegetali, attività fisica costante e, dove necessario, una terapia farmacologica mirata, è possibile riscrivere il proprio futuro cardiovascolare. Non aspettare la comparsa dei sintomi per agire: la prevenzione è l’arma più potente a nostra disposizione.
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